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1. NELLA TERRA DEI LIGURI E LA DOMINAZIONE ROMANA

Storici ed archeologi sono ormai tutti d’accordo nell’affermare che i nostri monti, come quelli dell’opposta Valle Roya, sono abitati fin dai tempi preistorici e precisamente dall’età del Bronzo (3.000 anni fa circa) da un popolo di pastori-agricoltori di stirpe mediterranea che gli scrittori greci e romani chiamano Liguri-alpini o anche Liguri “capillati” per l’uso di portare lunghe capigliature.
Oltre ad alcune testimonianze di scrittori greci e latini, gli unici documenti che ci parlano dei Liguri-alpini sono i reperti e le incisioni rupestri ritrovate nella regione del Monte Bego (oltre i 2.000 metri) della Valle Meraviglie e della Val Masca.
Di notevole importanza è la successiva invasione degli Etruschi dal centro d’Italia, quella per mare dalla Fenicia e dalla Grecia verso il 600 a.C. e quella dal Nord formata da tribù germaniche (450 a.C.). Diverse località nei dintorni di Cuneo conservano tuttora nomi di origine greca e germanica.
Nel 181 a.C., al comando del console sanguinario Marco Popilio Lenate, i soldati romani riescono a sterminare le varie tribù liguri che abitano le valli comprese tra il Tanaro ed il Po. Con un grande spargimento di sangue queste valli vengono romanizzate (1). Sarà Cesare, nel 49 a.C. con la Lex Roscia a concedere alle tribù liguri,sopravvissute al precedente massacro, il diritto alla cittadinanza romana.
Robilante è sicuramente abitata da coloni romani fin dall’epoca pre-cristiana. Ciò è provato, se non altro, dal fatto che nel paese sono sempre esistite ed esistono tuttora famiglie che portano nomi di gente romana. Infatti, una gran parte della popolazione robilantese ha per cognome Dalmasso, Consolino, Romana ecc…
Sotto l’aspetto militare la Valle Vermenagna fa parte della provincia delle Alpi Marittime (non ascritta all’Italia ma alla Gallia) il cui capoluogo è Cimiella (2). E, sotto quello amministrativo, le nostre popolazioni vengono ripartite in tribù romane. In particolare gli abitanti di Pedona (3) (tale città si trova sulla linea di confine tra l’Italia e la Gallia) (4) e delle Valli Vermenagna, Gesso e Stura sono iscritti alla tribù Quirina e dipendono dal “municipium” (5) di Pedona (6).
Diffusa è la pastorizzia e la pratica dell’alpeggio transumante, anche per i bovini, come testimoniano le incisioni rupestri del Monte Bego.
Dal punto di vista religioso, alle divinità liguri e germaniche si aggiungono il culto di divinità greche come Ercole, Marte, Pallade, Vulcano e, successivamente, il culto di divinità romane come Apollo, Nettuno ecc…
Per rendere facili le comunicazioni con la Gallia, i Romani aprono diverse strade: la Via Emilia che dal litorale ligure raggiunge Boves (oltre il torrente Colla, verso Peveragno, il territorio attraversato dalla medesima ancora oggi porta il nome “Regione Via Mia”) e si congiunge con la Via Imperiale la quale, a sua volta, partendo da Roccavione, dove è tuttora ricordata dalla frazione Imperiale, risale la Valle a destra del torrente Vermenagna sino al Monte Cornio (Colle di Tenda) toccando naturalmente Robilante. Presso Limonetto si vedono, tuttora, dei lunghi tratti di tale via col selciato a lastroni.(7)


Note:
1) Lo storico Tito Livio ricorda la deportazione di 47.000 Liguri, oltre le donne e i fanciulli, nel Sannio e nel Beneventano. Le terre spopolate dalla lunga guerra e dalle deportazioni sono confiscate per essere assegnate in premio ai Consoli e militari che si fossero distinti nelle azioni di guerra, insieme ad un certo numero di schiavi;
2) L’odierna Cimiez, quartiere di Nizza;
3) L’odierna Borgo San Dalmazzo;
4) Le due aree, l’italica e gallica, sono separate da una frontiera politica che non passa, come oggi, lungo il crinale dei monti, ma corre lungo una linea trasversale che si sovrappone al traciato della “via Monea” (da Cavour per Saluzzo, Piasco, Dronero, Caraglio, Borgo San Dalmazzo, Boves, Peveragno e Chiusa Pesio);
5) Comunità cittadina legata a Roma che conserva, in alcuni casi, piena cittadinanza, autonomia amministrativa e propri magistrati. Tale comunità è stanziata su un territorio che, per estensione, si avvicina alle nostre province;
6) Tale Municipium confina con quello di Bene Vagienna, ascritto alla tribù “Camilia”, che si estende fino all’attuale territorio di Boves, e con Municipium di “Auriate”, della tribù “Pollia”, che comprende il territorio al di là del fiume Stura, con Centallo fino a Saluzzo.
7) Claudio CAMPANA, “ROBILANTE ieri ed oggi”, Edizione Martini, 1996, pag. 17 sg.