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10. L’OTTOCENTO: SCORRERIE DI TRUPPE, L'ISTRUZIONE DEI FANCIULLI ED IL PASSAGGIO DELLA VAPORIERA

I primi decenni del nuovo secolo sono contrassegnati, nella nostra Valle, dal passaggio continuo di truppe militari, colonne dell’esercito francese che finalmente si ritirano, truppe austriache che le inseguono. Oltre ai distaccamenti militari, transitano pure illustri personaggi (1).
Passando per le vie di Robilante in carrozza, ben difficilmente questi illustri porporati si saranno resi conto dello stato di estrema miseria in cui il paese versa per le conseguenze delle ultime guerre, per le razzie e i saccheggi attuati sia sotto il regime rivoluzionario, sia sotto la dominazione napoleonica.
Finito il periodo Napoleonico, quindi, non scompaiono i mali che attanagliano la Valle Vermenagna. Annate magre e carestie creano la più profonda desolazione. Inoltre le strade, alquanto trascurate, sono malsicure perché infestate da ladri e malviventi. L’analfabetismo e l’ignoranza sono forse ancora più intensi del secolo precedente.
Nonostante queste avversità il Comune di Robilante non trascura l’istruzione dei ragazzi. Fino al ‘600, in paese, vi è una scuola elementare il cui maestro è un sacerdote nominato di comune accordo dal Vescovo e dalla Comunità.
All’inizio dell’800, siccome era piuttosto difficile reperire un maestro, dalle fonti risulta che, viene aumentato lo stipendio fissandolo in 400 lire annue. (2) Dal 1861 Robilante ha per la prima volta un maestro laico.
Nelle frazioni Agnelli e Malandrè insegnano, invece, i cappellani locali ai quali il Comune corrisponde un sussidio di 50 lire annue.
Fino al 1849 non esiste, in Robilante, una regolare scuola femminile; vi si trova invece, almeno per un certo periodo di tempo, una scuola privata per fanciulle presieduta dal Pievano o da che ne fa le veci. Ma, nel 1849, dietro suggerimento dell’Ispettore scolastico, riunitisi in Consiglio Comunale, gli amministratori della Congregazione di Carità ed il Pievano, si decide di istituire, in paese, una regolare scuola femminile (3).
Il 28 ottobre 1885 è pronto, presso il Ministero, il progetto per l’erezione del fabbricato scolastico che verrà costruito solo nel 1956-57 sull’area del vecchio cimitero.(4)
In questo secolo caratterizzato dalla miseria incessante, al fine di incrementare il commercio, nel novembre 1866 il Consiglio Comunale domanda l’istituzione di una seconda fiera da aggiungere a quella del 2 novembre. Viene quindi fissata la nuova fiera il primo lunedì di settembre, l’affluenza di pubblico è, però, piuttosto scarsa, tanto che la fiera morirà per mancanza di clienti. Bisognerà attendere circa 40 anni affinchè il Consiglio Comunale fissi la nuova fiera l’ultimo lunedì di maggio, in occasione della festa di Sant’Eligio. Questa avrà maggior fortuna, tanto da esistere ancora oggi.
Da ultimo non bisogna dimenticare l’arrivo della vaporiera a Robilante. Unico intervento positivo per la Valle Vermenagna nella politica economica del governo del nuovo Regno d’Italia rimane, negli anni 1880-1900, l’inizio della costruzione della linea ferroviaria Cuneo-Limone-Ventimiglia che sarà ultimata solamente nel 1928. Fino ad allora, al servizio dei viaggiatori, commercianti ed emigranti stagionali diretti in Francia, non c’era che una carrozza trainata da muli col postiglione che partiva da Cuneo ogni lunedì e venerdì per giungere a Nizza il mattino del mercoledì e della domenica.
Nel luglio 1887 si inaugura il primo tronco della suddetta linea ferroviaria che unisce, appunto, Robilante a Cuneo. Il tratto Robilante-Vernante verrà inaugurato nel 1889, anno in cui viene portata a termine la costruzione della galleria elicoidale lunga 1.502 m con pendenza del 20% e il viadotto Rivoira che si snoda in curva per più di 300 metri e conta ben quindici archi. Al tempo della sua costruzione, la galleria elicoidale viene salutata come “un miracolo di ingegneria, prodigio di calcolo ed ardimento, simbolo di un umano progresso che nulla può arrestare nel suo cammino trionfale: per essa passa la vaporiera che presto allaccerà il Piemonte alla Provenza”
Nel 1888 si instaura, così, a Robilante l’ufficio postale (seguiranno poi nel 1911 l’ufficio telegrafico e nel 1930 l’ufficio telefonico).


NOTE:
1) Il principe Camillo Borghese, con la moglie Paolina (sorella di Napoleone) nel 1808, diretto in Francia, l’anno dopo è di passaggio lo stesso Papa Pio VII. Quest’ultimo, vittima di Napoleone, viene fatto prigioniero a Fontainebleau in Francia. Nell’agosto del 1809 viene trasportato da quella città francese a Savona e, per giungervi, lo si fa passare per il Colle di Tenda, Cuneo, Mondovì ed il Colle di Cadibona.
Sconfitto definitivamente Napoleone a Waterloo (1815) ritornano in Italia, attraverso la nostra Valle, molti altri illustri personaggi ed eminenze (per lo più vescovi e cardinali) reduci dalla prigionia e dall’esilio loro inflitto per la fedeltà dimostrata alla Chiesa di Roma ed al Papa.
2) Dal 1821 risulta che il maestro, che deve sempre essere un sacerdote, è tenuto a celebrare la messa dei giorni feriali prima dell’orario scolastico, in modo che gli scolari possano intervenire ed assistervi.
3) La Congregazione di Carità delibera di concorrere alla realizzazione di tale scuola con 100 lire annue, mentre il Pievano mette a disposizione un’aula per gli scolari ed una camera per la maestra.
4) Non bisogna dimenticare i numerosi benefattori di questo secolo, che hanno contribuito soprattutto ad incentivare l’istruzione. In particolare l’11 novembre 1883 il Comune accetta l’eredità del notaio Olivero Michele, il reddito dei due immobili viene devoluto ogni anno in premi scolastici, secondo l’intenzione del defunto benefattore.
Il 1 giugno 1886 muore, in Robilante, il farmacista Luigi Emina che lascia 20.000 lire per la costruzione dell’Asilo infantile e 10.000 per l’istituzione di una borsa di studio. In segno di ringraziamento all’Emina verrà intitolata la via dell’Asilo e all’Olivero la piazza retrostante la Chiesa Parrocchiale.